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Come coltivare e prendersi cura dei microgreens a casa?

CONSIGLIO

Mentri irrigi i tuoi microgreens, ricordati di non bagnare le foglie dei piccoli germogli per evitare l’insorgere di malattie.
In Italia sono ancora poco conosciuti, ma da anni spopolano in America. Stiamo parlando dei microgreens, giovani vegetali raccolti ad uno stadio poco più avanzato della maturazione rispetto ai classici germogli, che alcuni chef in California hanno cominciato ad usare a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta di un vero superfood fresco a disposizione di tutti in ogni stagione. Oltre che sani sono estremamente saporiti e semplicissimi da coltivare anche per chi non ha alcuna esperienza in agricoltura.

Ecco gli aspetti da tenere in considerazione per coltivare i microgreens direttamente a casa tua:

Contenitori

Per la coltivazione indoor di microgreens si possono usare contenitori come vaschette o vassoi preferibilmente di materiale plastico. Le dimensioni possono essere variabili (a seconda della superficie che si desidera coltivare), l’altezza non deve superare i 5 cm per permettere sia alle radici delle giovani piante di trovare l’acqua facilmente e per esporre le piantine in piena luce. Inoltre è necessario lasciare un margine di circa un 1 cm tra il substrato e il margine del contenitore per evitare la fuoriuscita dell’acqua nel momento dell’irrigazione. Il fondo dei contenitori dovrà essere forato, in modo da favorire lo sgrondo dell’eccesso di acqua ed evitare ristagni idrici, che possono favorire lo sviluppo di funghi dannosi e compromettere la produzione e la qualità dei micro-ortaggi.
Microgreen container


Substrato

Uno degli aspetti più critici per la coltivazione dei micro-ortaggi è rappresentato dalla scelta del substrato di coltivazione. Al fine di garantire una crescita ottimale delle plantule, un buon terreno per la coltivazione deve possedere alcune caratteristiche:
  • porosità superiore all’85%, per garantire allo stesso tempo una buona capacità di ritenzione idrica, un buon livello di aerazione dell’apparato radicale
  • pH compreso tra 5,5 e 6,5
  • privo di metalli pesanti e sostanze inquinanti
  • non contaminato microbiologicamente.
Tutti questi dati sono solitamente presenti sulla confezione del terriccio che comprerete per coltivare i vostri microgreens. I substrati di coltivazione maggiormente utilizzati per la produzione di micro-ortaggi sono torba, un materiale organico molto usato per la coltivazione delle piante che deriva dalla decomposizione di alcune specie vegetali acquatiche, perlite e vermiculite, da soli o in miscuglio. Un materiale organico alternativo alla torba è la fibra di cocco. Per i microgreens si consiglia un terriccio come  questo.
Microgreen Soil


Semi

Per produzione di micro-ortaggi è consigliato usare semi di qualità e di orgine biologica. Per minimizzare i rischi di contaminazione microbiologica è consigliato provvedere al lavaggio dei semi prima del loro utilizzo per eliminare eventuali impurità ed evitare problemi durante la germinazione.
Microgreen seeds


Pre-trattamenti

Mentre alcune specie di micro-ortaggi germinano facilmente, altre richiedono tempi più lunghi e per riuscire al meglio sono necessari particolari accorgimenti. Per una germinazione rapida e uniforme, alcune varietà devono essere sottoposte a trattamenti di pre-germinazione, in particolare:
  • Cold priming: i semi vengono posti su un substrato umido (per esempio del terriccio bagnato o carta da cucina imbevuta d’acqua) a 5-10° (in frigo) in modo che possano assorbire acqua ed ossigeno per una durata massima di 48 ore.
  • Soaking: i semi vengono immersi in acqua, per una durata variabile a seconda della varietà, per indurre la germinazione.

Semina

Un altro aspetto fondamentale del processo di produzione di micro-ortaggi è la densità di semina;, considerare che aumentando la densità di semina si riduce il peso medio delle singole piantine e si favorisce l’allungamento degli steli, che essendo poco esposti alla luce e crescendo in condizioni microclimatiche caratterizzate da elevata umidità e scarsa circolazione di aria, si inteneriscono e possono essere facilmente soggetti a marciumi, con conseguente riduzione della conservazione e qualità dei micro-ortaggi. Indicativamente, la densità di semina può oscillare da 1 seme/cm2 (per i semi più grandi, come, ad esempio, cece, pisello, mais, ecc.) fino a 4 semi/cm2 (per i semi più piccoli, come, ad esempio, cima di rapa, broccolo, cavolfiore, cicoria, ecc.) 

Microgreen seeds in dirt

La semina generalmente si effettua distribuendo manualmente i semi sulla superficie del substrato. La germinazione deve avvenire in assenza di luce, con temperature idonea alla specie (15-20 °C). Per la produzione dei micro-ortaggi il seme non ha bisogno di essere posto in profondità, anche per evitare che nel corso della germinazione il germoglio sia sporcato dallo stesso substrato di coltivazione. Tuttavia, durante questa fase, il seme deve essere mantenuto umido, per facilitare la completa germinazione; perciò per un periodo di due o tre giorni dopo la semina, le vaschette di coltivazione possono essere coperti, senza toccare i semi, utilizzando ad esempio un film plastico nero, con l’obiettivo di aumentare la temperatura e quindi la velocità di germinazione e mantenere condizioni di elevata umidità nell’ambiente di germinazione. Una volta avvenuta la germinazione, la copertura deve essere rimossa.

Irrigazione

Durante la fase di germinazione è consigliabile utilizzare dei nebulizzatori, mentre una volta che le piantine saranno spuntate dalla terra e iniziato a aprire le prime foglie è preferibile irrigare dal basso, sul substrato di coltivazione. Questo evita di bagnare direttamente i giovani germogli che oltre ad essere estremamente delicati, sono facilmente attaccabili da varie malattie fungine.


Raccolta

A seconda delle varietà, il ciclo di coltivazione dei micro-ortaggi può durare da 7 a 21 giorni, dopo la germinazione. Le giovani plantule sono pronte per essere raccolte alla comparsa delle prime foglie vere, quando i cotiledoni sono completamente espansi e ancora turgidi. L’altezza ottimale da raggiungere, sempre in base alla varietà, può variare da 3 a 7 cm. La raccolta può essere effettuata manualmente con delle forbici o una lama, tagliando le piantine a pochi millimetri dalla superficie. Poiché altamente deperibili, i micro-ortaggi devono essere conservati il prima possibile, oppure lavati e conservati ad una temperatura che varia tra 2-5°C subito dopo il taglio fino a un massimo di 1-2 settimane. I microgreens possono essere conservati direttamente nella loro vaschetta di coltivazione e tagliati al momento del consumo, oppure direttamente tagliati e posti in contenitori di plastica chiusi con della pellicola.
Ed ora che abbiamo approfondito ogni singolo punto della coltivazione dei microgreens è tempo di darsi da fare!

CONSIGLIO

Mentri irrigi i tuoi microgreens, ricordati di non bagnare le foglie dei piccoli germogli per evitare l’insorgere di malattie.
In Italia sono ancora poco conosciuti, ma da anni spopolano in America. Stiamo parlando dei microgreens, giovani vegetali raccolti ad uno stadio poco più avanzato della maturazione rispetto ai classici germogli, che alcuni chef in California hanno cominciato ad usare a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta di un vero superfood fresco a disposizione di tutti in ogni stagione. Oltre che sani sono estremamente saporiti e semplicissimi da coltivare anche per chi non ha alcuna esperienza in agricoltura.

Ecco gli aspetti da tenere in considerazione per coltivare i microgreens direttamente a casa tua:

Contenitori

Per la coltivazione indoor di microgreens si possono usare contenitori come vaschette o vassoi preferibilmente di materiale plastico. Le dimensioni possono essere variabili (a seconda della superficie che si desidera coltivare), l’altezza non deve superare i 5 cm per permettere sia alle radici delle giovani piante di trovare l’acqua facilmente e per esporre le piantine in piena luce. Inoltre è necessario lasciare un margine di circa un 1 cm tra il substrato e il margine del contenitore per evitare la fuoriuscita dell’acqua nel momento dell’irrigazione. Il fondo dei contenitori dovrà essere forato, in modo da favorire lo sgrondo dell’eccesso di acqua ed evitare ristagni idrici, che possono favorire lo sviluppo di funghi dannosi e compromettere la produzione e la qualità dei micro-ortaggi.
Microgreen container


Substrato

Uno degli aspetti più critici per la coltivazione dei micro-ortaggi è rappresentato dalla scelta del substrato di coltivazione. Al fine di garantire una crescita ottimale delle plantule, un buon terreno per la coltivazione deve possedere alcune caratteristiche:
  • porosità superiore all’85%, per garantire allo stesso tempo una buona capacità di ritenzione idrica, un buon livello di aerazione dell’apparato radicale
  • pH compreso tra 5,5 e 6,5
  • privo di metalli pesanti e sostanze inquinanti
  • non contaminato microbiologicamente.
Tutti questi dati sono solitamente presenti sulla confezione del terriccio che comprerete per coltivare i vostri microgreens. I substrati di coltivazione maggiormente utilizzati per la produzione di micro-ortaggi sono torba, un materiale organico molto usato per la coltivazione delle piante che deriva dalla decomposizione di alcune specie vegetali acquatiche, perlite e vermiculite, da soli o in miscuglio. Un materiale organico alternativo alla torba è la fibra di cocco. Per i microgreens si consiglia un terriccio come  questo.
Microgreen Soil


Semi

Per produzione di micro-ortaggi è consigliato usare semi di qualità e di orgine biologica. Per minimizzare i rischi di contaminazione microbiologica è consigliato provvedere al lavaggio dei semi prima del loro utilizzo per eliminare eventuali impurità ed evitare problemi durante la germinazione.
Microgreen seeds


Pre-trattamenti

Mentre alcune specie di micro-ortaggi germinano facilmente, altre richiedono tempi più lunghi e per riuscire al meglio sono necessari particolari accorgimenti. Per una germinazione rapida e uniforme, alcune varietà devono essere sottoposte a trattamenti di pre-germinazione, in particolare:
  • Cold priming: i semi vengono posti su un substrato umido (per esempio del terriccio bagnato o carta da cucina imbevuta d’acqua) a 5-10° (in frigo) in modo che possano assorbire acqua ed ossigeno per una durata massima di 48 ore.
  • Soaking: i semi vengono immersi in acqua, per una durata variabile a seconda della varietà, per indurre la germinazione.

Semina

Un altro aspetto fondamentale del processo di produzione di micro-ortaggi è la densità di semina;, considerare che aumentando la densità di semina si riduce il peso medio delle singole piantine e si favorisce l’allungamento degli steli, che essendo poco esposti alla luce e crescendo in condizioni microclimatiche caratterizzate da elevata umidità e scarsa circolazione di aria, si inteneriscono e possono essere facilmente soggetti a marciumi, con conseguente riduzione della conservazione e qualità dei micro-ortaggi. Indicativamente, la densità di semina può oscillare da 1 seme/cm2 (per i semi più grandi, come, ad esempio, cece, pisello, mais, ecc.) fino a 4 semi/cm2 (per i semi più piccoli, come, ad esempio, cima di rapa, broccolo, cavolfiore, cicoria, ecc.) 

Microgreen seeds in dirt

La semina generalmente si effettua distribuendo manualmente i semi sulla superficie del substrato. La germinazione deve avvenire in assenza di luce, con temperature idonea alla specie (15-20 °C). Per la produzione dei micro-ortaggi il seme non ha bisogno di essere posto in profondità, anche per evitare che nel corso della germinazione il germoglio sia sporcato dallo stesso substrato di coltivazione. Tuttavia, durante questa fase, il seme deve essere mantenuto umido, per facilitare la completa germinazione; perciò per un periodo di due o tre giorni dopo la semina, le vaschette di coltivazione possono essere coperti, senza toccare i semi, utilizzando ad esempio un film plastico nero, con l’obiettivo di aumentare la temperatura e quindi la velocità di germinazione e mantenere condizioni di elevata umidità nell’ambiente di germinazione. Una volta avvenuta la germinazione, la copertura deve essere rimossa.

Irrigazione

Durante la fase di germinazione è consigliabile utilizzare dei nebulizzatori, mentre una volta che le piantine saranno spuntate dalla terra e iniziato a aprire le prime foglie è preferibile irrigare dal basso, sul substrato di coltivazione. Questo evita di bagnare direttamente i giovani germogli che oltre ad essere estremamente delicati, sono facilmente attaccabili da varie malattie fungine.


Raccolta

A seconda delle varietà, il ciclo di coltivazione dei micro-ortaggi può durare da 7 a 21 giorni, dopo la germinazione. Le giovani plantule sono pronte per essere raccolte alla comparsa delle prime foglie vere, quando i cotiledoni sono completamente espansi e ancora turgidi. L’altezza ottimale da raggiungere, sempre in base alla varietà, può variare da 3 a 7 cm. La raccolta può essere effettuata manualmente con delle forbici o una lama, tagliando le piantine a pochi millimetri dalla superficie. Poiché altamente deperibili, i micro-ortaggi devono essere conservati il prima possibile, oppure lavati e conservati ad una temperatura che varia tra 2-5°C subito dopo il taglio fino a un massimo di 1-2 settimane. I microgreens possono essere conservati direttamente nella loro vaschetta di coltivazione e tagliati al momento del consumo, oppure direttamente tagliati e posti in contenitori di plastica chiusi con della pellicola.
Ed ora che abbiamo approfondito ogni singolo punto della coltivazione dei microgreens è tempo di darsi da fare!